«No matter what», alla prossima ronda
L’IA si è stancata a metà frase e ha lasciato l’inglese com’era. Poi il «round» di carte è diventato un giro di pattuglia. Due errori al prezzo di uno.
Remake del 2025 di The Legend of Heroes: Trails in the Sky, il gioco di ruolo di Nihon Falcom con Estelle e Joshua Bright. Una storia di bracer, orbal e libri che non entrano nelle pagine. Qui i bracer sono diventati «Brazal» e i round di carte «ronde»: il resto lo trovi sotto.
Nella galleria ci sono 19 screen della traduzione italiana automatica di Trails in the Sky 1st Chapter: 5 di impaginazione e glitch, 6 di grammatica creativa, 4 di calchi dall'inglese, 1 di nomi e termini, 1 di incoerenze, 2 di frasi senza senso. Il più grave: «No matter what», alla prossima ronda. Prima di scaricare una patch, leggi come riconoscere una traduzione automatica.
L’IA si è stancata a metà frase e ha lasciato l’inglese com’era. Poi il «round» di carte è diventato un giro di pattuglia. Due errori al prezzo di uno.
Minaccia, consiglio sul lancio del peso o regolamento del bowling? Il mistero resta, e resta anche nella versione definitiva.
Tre righe, quattro problemi, zero revisori: questa sì che è una formazione compatta.
I Bracer diventano «Brazal», cioè «bracciale» in spagnolo. La gilda dei protettori ringrazia per la riconversione in gioielleria.
Il trapassato progressivo del congiuntivo: tempo verbale sperimentale, ancora in attesa di revisione. Umana, ovviamente.
Punteggiatura spagnola, rovesciata e pure in ordine sbagliato. Estelle non sa più in che lingua sta parlando, e non è l’unica.
«I broke it open», parola per parola. Qualcosa, in effetti, è stato spaccato: la sintassi.
L’ausiliare è stato scelto a testa o croce. È uscito quello sbagliato, ma ormai la patch era online.
Il testo è più lungo della pagina, quindi prosegue sul tavolo. Per accorgersene bastava aprire il gioco una volta.
Come il braccio, anche le righe scattano fuori: dalla pagina, dalla cornice, dalla grammatica.
L’inglese «I’m in» diventa «Mi sto». Un verbo riflessivo nuovo di zecca, donato alla lingua italiana a titolo gratuito.
Manca il «non». In compenso la frase è di un’onestà disarmante: neanche la patch ne sapeva di più.
La balbuzie inglese «I-I’m» importata così com’è: la «I» diventa una «L» e l’italiano balbetta in inglese. Dispiace anche a noi.
Qui la traduzione è persino decente. Peccato che finisca sulla tovaglia.
Lei e tu nella stessa frase, e un «Addio» che chiude per sempre ogni saluto. Il manuale di lingua felina più drammatico della storia.
Bouillabaisse ovunque e in qualsiasi momento, anche fuori dal libro.
Quasi «non c’è di che». Quasi. È il «quasi» che fa la differenza tra una traduzione e una patch.
Il «la» di «me la cavo» è stato tagliato per contenere i costi. Il resto della frase se la cava da sola.
«Thanks for your time», servito crudo come in una mail aziendale. Da un’avventuriera sedicenne. In un bar.