«Si hanno 1 validecarte gilda»
Concordanza, spazi e punteggiatura hanno lasciato il negozio. Lo «scontoe», invece, è ancora valido fino al 5% di rialzo.
Gioco di ruolo del 2001 per PlayStation 2, ambientato nel 1913 tra la Cina e l’Europa, con Yuri Hyuga e Alice Elliot. Un horror gotico con l’Anello del Giudizio, dove le descrizioni si interrompono a metà parola e Alice parla al maschile.
Nella galleria ci sono 14 screen della traduzione italiana automatica di Shadow Hearts: 10 di impaginazione e glitch, 4 di grammatica creativa. Il più grave: «Si hanno 1 validecarte gilda». Prima di scaricare una patch, leggi come riconoscere una traduzione automatica.
Concordanza, spazi e punteggiatura hanno lasciato il negozio. Lo «scontoe», invece, è ancora valido fino al 5% di rialzo.
L’icona del tasto si è infilata dentro la parola «tasto». È un’interfaccia davvero immersiva.
La descrizione dell’anello finisce lì. Per sapere il resto serve un abbonamento premium.
Qui si arriva perfino all’apostrofo. Poi il vuoto. Un finale aperto, alla maniera del cinema d’autore.
Il Signor Zhen, per l’occasione, parla al femminile. «I’ve never been» non ha genere, e l’IA ha scelto a caso.
Nomi senza preposizioni, abbreviazioni cifrate («Zanna Tart. Nera») e una descrizione che si ferma a metà parola.
Metà parola sotto il ritratto, metà sulla riga dopo. Il messaggio arriva lo stesso, a pezzi.
Alice parla al maschile. Anche noi siamo stufi dello stesso errore, che ormai è un sogno ricorrente.
Nome senza preposizioni, attaccato al moltiplicatore, e un «Provare a ottenere» da modulo ministeriale.
L’Anello del Giudizio si è rimpicciolito, e anche la «p», che nel frattempo è diventata una «o».
Il valore del denaro non compare nella schermata di caricamento. Forse era stato donato.
La «D» è diventata una «O». Chris, speriamo, si è aiutato da solo.
Una parola spezzata a metà senza trattino, proprio su «torturati». Se non altro il tema è coerente.
La frase va a capo per un solo punto. Il punto finale più drammatico del gioco: se ne va da solo, su una riga tutta sua.