«Ein vom Pech verfolgter Geograf»
Menu in italiano, descrizione in tedesco. Il pacchetto «due lingue al prezzo di una» è incluso senza sovrapprezzo.
Seguito di Shadow Hearts uscito nel 2004 per PlayStation 2: Yuri torna in un’Europa in piena prima guerra mondiale, con Karin, Gepetto e Margarete. Personaggi che cambiano genere da una battuta all’altra, bestiari rimasti in tedesco e una «Mammina del Mare» che non sa più come si chiama.
Nella galleria ci sono 15 screen della traduzione italiana automatica di Shadow Hearts: Covenant: 4 di impaginazione e glitch, 4 di grammatica creativa, 2 di calchi dall'inglese, 2 di nomi e termini, 3 di incoerenze. Il più grave: «Ein vom Pech verfolgter Geograf». Prima di scaricare una patch, leggi come riconoscere una traduzione automatica.
Menu in italiano, descrizione in tedesco. Il pacchetto «due lingue al prezzo di una» è incluso senza sovrapprezzo.
Il gatto vampiro è rimasto in tedesco. Forse per fare più paura, forse perché nessuno ha aperto il bestiario.
Yuri, protagonista maschile, scopre di essere «la complice». L’inglese «accomplice» non ha genere e l’IA ha tirato a indovinare. Male.
Meiyuan: barba, fascia in testa e, a quanto pare, «tutta sola». Anche il punto esclamativo al posto di quello di domanda ha voluto partecipare.
Margarete sbaglia genere, ma lo fa in MAIUSCOLO: così nessuno può dire di non averlo visto. Tranne chi doveva rileggere.
Nome dell’abilità abbreviato, troncato e fuso con il costo. Un attacco speciale anche per gli occhi.
Margarete cambia genere a seconda della battuta. Nemmeno Yuri ha così tante trasformazioni.
«Pure» resta in inglese (o è un purè?), la descrizione finisce fuori schermo e gli oggetti si abbreviano da soli. Menu completo.
In italiano esiste una parola sola: «nipote». Ma perché usarne una quando se ne possono usare cinque?
…che due schermate dopo diventa «Mammina del Mare». Il glossario? Mai pervenuto.
Cosa? «Oggetti. Nessuno». In compenso ci sono «0,002,384» soldi, con le virgole all’americana. Il bottino più sincero del gioco.
Ecco la «Mammina», che nel riquadro del nome resta «Madre». Coerenza terminologica: facoltativa, come le donazioni.
La frase in sé regge. È il nome che cambia a ogni scena, come i turni in un call center.
Il «will ya?» inglese tradotto in un sondaggio d’opinione. Yuri, prima di andarsene, apre la consultazione pubblica.
Il «bro» diventa «fratello», il gestore diventa «Membro lotteria n. 12» e il seme resta «di Pure». Un biglietto vincente.